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o dell'usanza di creare e diffondere suoni nel ventunesimo secolo
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Patchwork nasce come gruppo vj
Dopo un po' di gavetta fatta attraverso iniziative in collaborazione con diverse associazioni culturali e non,
comincia a presentare le prime videoinstallazioni autonome, con l'uso di diversi tipi di sensori fotometrici e
vere e proprie estensioni creative autocostruite applicate alla macchina.
Alcuni progetti come il "3d fetish" "dispetti digitali" o "alla fiera" nascono proprio dalla sperimentazione sul campo.
Rudimentali e ultratecnologici patchwork denuda macchine assembla sgorbi per il sollazzo di mente e anima.
patch come toppa ... toppa che unisce gli strappi toppa che si adatta a qualunque
situazione toppa che rende utilizabile in modi creativi strumenti altrimenti usati per scopi tutt'altro che artistici.

Come gruppo di azione scenografica e come laboratorio di progettazione architettonica SCIATTO riconosce nei
luoghi di confine sociali ed urbani l’ultimo campo significativo per l’operare artistico.
Trova il proprio ambito di ricerca nelle periferie, nei frammenti rifiutati dalle trasformazioni della
città post-industriale, nelle possibilità di provocare mutazioni, reinterpretazioni dello spazio su
cui s'interviene.
E' lo straniamento lo strumento di frattura che visualizza un’immagine alterata, fortemente condizionata dalle forme
e dalle possibili interpretazioni dello scarto. Un'elaborazione straniata dello scarto, non una ricostruzione
funzionale ma una rilettura tipologicamente congruente, costruttivamente modulare degli elementi attraverso strutture generate dalle macerie.
Macchine di movimento che riconoscono lo scarto come ultimo elemento del processo di trasformazione della produzione industriale: ultimo elemento
ma ancora capace di ulteriori mutazioni e cambiamenti di significato.
SCIATTO produzie, laboratorio di costrudistruzioni, è in azione dal 1990.
SCIATTOproduzie: valerio bindi cecilia de biase francesca iovino
Sito web:
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